Superbonus 110% cosa c’è da sapere sul nuovo decreto di maggio 2020

superbonus 110% - facciamo chiarezza

Negli ultimi giorni siamo tempestati di domande e richieste di persone che vogliono sapere di più su questo superbonus 110% di cui la stampa ed i media (non specializzati) parlano tanto riportando titoloni del tutto fuorvianti come “Ristrutturare casa senza spendere un euro”, o “ristruttura gratis”.

Le dichiarazioni dei politici peggiorano la situazione invece di fare maggiore chiarezza, come quella dell’On. Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha presentato queste misure come una “rivoluzione per l’economia e l’ambiente. Il superbonus al 110% consentirà di realizzare i lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza delle abitazioni a costo zero per i cittadini. Una proposta shock”.

Queste considerazioni fuorvianti stanno ritardando l’avvio di tanti lavori che potrebbero già godere delle detrazioni fiscali in vigore (Ecobonus 2020 con detrazione fino al 65%). Quel che è peggio è che molte persone che NON POTRANNO GODERE degli incentivi del superbonus 110%, stanno ritardando i lavori sperando di poterli ottenere. Facciamo un po’ di chiarezza su questo superbonus 110% e su chi lo può richiedere.

 

Superbonus 110%, facciamo chiarezza

Per prima cosa diamo delle tempistiche: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il giorno 19 maggio 2020) del Decreto Rilancio ha messo un punto fermo. Da qui in aventi bisognerà attendere la pubblicazione della legge di conversione e, dopo questa, i provvedimenti attuativi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Volendo essere ottimisti, ci vorranno almeno 30 giorni dalla legge di conversione, il che vuol dire che nulla sarà certo e definitivo fino alla fine di giugno. Ecco perché il superbonus 110% si applica alle spese documentate effettuate a partire dal 1 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. Fino ad allora bisogna tener presente che il decreto potrebbe cambiare anche radicalmente.

Inoltre chiariamo subito una cosa: accedere a questo superbonus 110% non sarà facile né per tutti. Il requisito fondamentale è che gli interventi effettuati devono far guadagnare all’edificio almeno 2 classi energetiche (ad esempio da classe energetica D a classe B), oppure portalo nella massima classe energetica. Questo vuol dire che non sarà possibile sfruttare il Superbonus 110% solamente per cambiare la caldaia o installare il climatizzatore. Servono infatti interventi di diverso tipo che, tutti insieme, concorreranno ad aumentare la classe energetica dell’abitazione, come ad esempio un cappotto termico e la sostituzione della caldaia con una di ultima generazione.

 

Domande Frequenti (FAQ) sul Superbonus 110%

Cerchiamo insieme di capire quali sono gli interventi che potranno accedere alla superbonus e alla detrazione fiscale del 110%. Ecco alcune domande frequenti che ci vengono poste. Clicca sulla relativa domanda per visualizzare la risposta.

Per usufruire del Superbonus 110% è necessario effettuare miglioramenti di efficienza energetica alla casa. Tali interventi, sommati assieme, devono consentire il passaggio di 2 classi energetiche (ad esempio da classe B a classe A2).

Il miglioramento di una sola classe energetica è consentito solo nel caso di raggiungimento della massima classe (quindi di passaggio da classe A3 ad A4, ma NON da classe B a classe A1).

Inoltre il miglioramento energetico va certificato da un tecnico che rilascia 2 attestati energetici: uno PRIMA dei lavori e l’altro DOPO.

Se gli interventi effettuati non fanno guadagnare 2 classi energetiche all’edificio, si perde il diritto al superbonus 110%.

“Ai fini dell’accesso alla detrazione, gli interventi […], nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente […] il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E) […] ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata”. 

Sì, le spese per ottenere le certificazioni rientrano in quelle rimborsabili dal SuperBonus.  

“Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni […]”.

No, purtroppo il bonus non è richiedibile da attività commerciali, in quanto il decreto riporta che il bonus è richiedibile:

“[…] dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni […]”.

Se la seconda casa è unifamiliare (ad esempio una villetta, o uno chalet), la risposta è NO, non puoi usufruire del superbonus 110%.

Se invece la seconda casa è un appartamento in un condominio, oppure una bifamiliare o una trifamiliare, in questo casi sì, è possibile usufruire del superbonus 110%. 

Attenzione: il testo del decreto confonde un po’ perché è riportato con una doppia negazione che rende difficile l’interpretazione, dicendo che possono godere del Superbonus 110%: 

“[…] unità immobiliari diverse da edifici unifamiliari non adibiti ad abitazione principale;” 

Traducendo, significa che per le seconde case, non sono ammessi edifici unifamiliari.  

No, l’incentivo si può applicare solo per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale ovvero gli impianti termici. Anche in questo caso il decreto confonde a causa della terminologia. Infatti dice che il supebonus 110% si applica alla

“[…] sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici […]”.

La parola “raffrescamento” si riferisce alle pompe di calore, con cui è possibile anche raffrescare, e non ai condizionatori (nemmeno quelli definiti “a pompa di calore”), e comunque sempre e solo vincolando l’intervento alla sostituzione della caldaia o dell’impianto di riscaldamento. 

No, perché la sostituzione della caldaia da sola non basta a far guadagnare all’edificio 2 classi energetiche.

In ogni caso hai diritto all’ecobonus 65%.

  • Sostituzione infissi con modelli ad alta efficienza energetica
  • Realizzazione di cappotti termici che migliorino l’isolamento della casa (almeno il 25% della superficie totale)
  • Realizzazione di isolamenti in generale (almeno il 25% della superficie totale)
  • Installazione pompe di calore
  • Installazione caldaie
  • Installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo della corrente
  • Interventi antisismici
  • Recupero o restauro della facciata dell’edificio
  • Pulitura o tinteggiatura delle facciate esterne
  • Installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici

Certamente, puoi utilizzare aziende diverse. Ti ricordiamo però che Braga Group ha al suo interno un’azienda dedicata alle opere edili: Edilizia Braga, e può intervenire anche per cappotti termici ed isolamenti di vario genere.

Siamo inoltre convenzionati con produttori e installatori di infissi di alta qualità, per cui possiamo occuparci anche di fornirti il lavoro completo, gestendo tutte le pratiche e le certificazioni per ottenere il Superbonus 110%

 

Altri limiti del superbonus 110%

L’abbiamo già detto, ma lo ripetiamo, che gli interventi devono assicurare il guadagno di almeno 2 classi energetiche all’edificio (o il conseguimento della classe più alta), ma questo punto non è da sottovalutare perché il miglioramento energetico va DIMOSTRATO. Questo significa che va fatta una perizia all’edificio prima di fare qualsiasi lavoro, e bisogna farsi rilasciare un attestato di prestazione energetica (APE) da un tecnico abilitato. Poi va effettuata una nuova perizia a fine lavori e, solo nel caso si sia effettivamente conseguito il miglioramento di classe energetica, si avrà diritto al superbonus 110%.

ATTENZIONE: il supebonus 100% è una detrazione fiscale. Cosa significa? Che prima paghi tutti i lavori, poi ricevi indietro i soldi sotto forma di sgravio fiscale, in 5 anni. Il che vuol dire che per i 5 anni seguenti ai lavori, pagherai meno tasse rientrando così dei costi… ma prima devi avere i soldi da anticipare.

C’è però la “cessione del credito“, ovvero puoi cedere il tuo credito verso lo Stato all’azienda che farà i lavori (se è disposta ad acquistarlo), oppure ad una banca o ad un’assicurazione, le quali con questo nuovo decreto avranno la possibilità di acquistare il tuo credito, così tu non dovrai pagare in anticipo le spese.

 

Conviene aspettare il superbonus 110%?

La risposta è no. Conviene muoversi subito. Le aziende sono già ora sommerse di richieste: i materiali andranno a ruba e servirà tempo alle aziende per approvvigionarsi. Se hai intenzione di effettuare dei miglioramenti come cambiare la caldaia o installare un impianto di climatizzazione è meglio partire subito e prenotare gli interventi anche rimandandoli a luglio, quando la legge sarà già operativa, per non rischiare di arrivare tardi e trovare le aziende già sature di prenotazioni.

 

E per chi non ha diritto al superbonus 110%?

Chi non ha diritto a questo superbonus 110% può comunque usufruire degli altri bonus ancora in vigore, come l’Ecobonus del 65% per cambiare la caldaia, oppure quello per installare il climatizzatore. Inoltre non dimenticate la famosa ed apprezzatissima formula di Idraulico Braga per cambiare la caldaia gratis in 4 mosse intelligenti. Per maggiori info non esitate a contattarci.

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